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Funzioni della memoria

Funzioni della memoria

La memoria ha due funzioni.

La prima è di permettere l'esistenza del tempo: perché ci si possa accorgere che è passato un certo tempo, è necessario che qualcuno si ricordi com'era la situazione tempo addietro. E' necessario, quindi, un osservatore dotato di memoria.

La seconda è di creare gli effetti della contemporaneità quando la contemporaneità non esiste, analogamente a quello che fa la memoria a breve termine in un cervello umano.

Perché è importante la contemporaneità? Un corpo riceve un segnale e ne emette un altro. Ricevendo più volte lo stesso tipo di segnale, potrebbe. ogni volta, emettere sempre lo stesso tipo di "altro segnale". In questo modo si avrebbe un universo prevedibilissimo, tanto che,dopo un po', potrebbe non essere più possibile emettere un segnale che non sia già noto al destinatario. Ciò renderebbe impossibile l'esistenza dell'informazione, perché un'informazione è tale solo se nn è completamente nota al destinatario.

Come si crea quella varietà di comportamenti che permette di non avere mai certezze asolute circ ail segnale che un corpo emetterà in fronte a un segnale ricevuto?

Perché quando un corpo riceve due segnali contemporanei, il segnale 1 cui è associata la risposta A e il segnale 2 cui è associata la risposta B, apprende a fornire la risposta B al solo segnale 1. E' il fenomeno dell'associazione, che è alla base del condizionamento e della plasticità di Hebb.

Per creare un'associazione, occorre una contemporaneità dei segnali. Ma la contemporaneità assoluta è impossibile nella pratica: bisognerebbe che non ci potesse essere un differenza di tempo nemmeno microscopica fra i due avvenimenti.

Allora occorre un contenitore dove l'informazione sia conservata per un po', in modo che segnali non contemporanei possano essere presenti allo stesso tempo e quindi possano associarsi. Questo contenitore è la materia.

I responsabili della contemporaneità sono le particelle subatomiche. Non stupisce quindi che siano esse ad organizzarsi per creare la materia.

L'associazione, poi, serve a creare quell'attività di pensiero che permette di possedere la memoria. La materia serve quindi a creare il tempo: a creare percezione del tempo e a creare la contemporaneità. A sua volta, la contemporaneità è necessaria per creare il concetto di tempo: perché il tempo abbia un significato, bisogna che diversi corpi abbiano degli orologi sincronizzati, ma non è possibile sincronizzare due orologi se non esiste un segnale che raggiunga contemporaneamente i due orologi stessi.

Per avere, poi, il significato del tempo che scorre bisogna essere in tre e ci deve essere una contemporaneità a tre.

Nel cervello umano i neurotrasmettitori svolgono la funzione di creare una "contemporaneità artificiale". Altrettanto fanno i catalizzatori in certe reazioni chimiche.

L'informazione vaga per l'universo, ma non vi sarebbe possibilità di evoluzione senza contemporaneità che crea associazioni.

Ragionamenti complessi richiedono contemporaneità più a lungo (più elementi devono essere contemporanei) quindi maggiore materia. Però contemporaneità più a lungo richiede minore capacità di ragionamenti complessi. Una situazione di equilibrio che si può raggiungere in molti modi diversi, dando origine a corpi che mutano solo in tempi lunghissimi (materia inanimata) o in tempi assai brevi (come l'uomo, dove la memoria a breve ermine dura solo uan trentina di secondi al massimo).

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